Catania: l’Esposizione del 1907, la rassegna che fu (parte III)

1 EsposizionCataniaLa II Esposizione Agricola Siciliana e Mostra Campionaria Nazionale, svoltasi a Catanianel 1907 dal 14 aprile al 1° dicembre,fu un’impresa impegnativa per la città intera, mobilitata in ogni ordine e grado del suo assetto sociale, dalle istituzioni ai professionisti, dagli imprenditori agli artigiani e agli operai. L’idea, nata da pochi e con un profilo modesto, acquistò proporzioni imponenti. La realizzazione richiese l’impiego di risorse, economiche e organizzative, tecniche ed esecutive. La bonifica di banchi di lave. Il progetto degli edifici. Il programma delle mostre. La costruzione delle strutture. L’allestimento della rassegna.

 

Ad esportarne l’immagine fu Filoteo Alberini, pioniere della cinematografia italiana, nella quale esordì con il lungometraggio La presa di Roma proiettato a Porta Pia il 20 settembre 1905. Regista e produttore, Filoteo Alberini fu autore del film Inaugurazione dell'Esposizione di Catania (1907), prodotto dalla Società Cines di Roma, da lui stesso fondata nel 1905 in società con  Dante Santoni. 2 Inaugurazione(Nella foto il viale nella giornata di inaugurazione dell’Esposizione).

Di quella realtà urbana in fermento, protesa verso l’avvenire con fiducia e ottimismo, offrono innumerevoli spaccati le pagine dell’Albo illustratosull’Esposizione di Catania del 1907, primaria fonte di riferimento di questo scritto come dei due precedenti. Il 21 aprile 1907 entra in funzione la linea telefonica che collega Catania e Acireale. Il telefono è simbolo di progresso e di modernità. È il nuovo mezzo di comunicazione che trasmette la voce e permette scambi veloci, accorcia le distanze e ridisegna le relazioni. Il telefono è indice di sviluppo tecnologico. La voce del sindaco di Acireale può giungere, via cavo, al vicepresidente del Comitato esecutivo. L’evento, compiutosi a una settimana dall’inaugurazione della mostra, merita ampia nota nella cronaca dell’Albo.

Ambientata nella cornice di  una città moderna, che si mostra sensibile alle sollecitazioni del nuovo e aperta agli echi del mondo continentale, la II Esposizione Agricola Siciliana vuole essere la rappresentazione di una società urbana in progresso e in crescita. Alla comunità si offrono i simboli della modernità: illuminazione pubblica e trasporti pubblici. Pur se l’erogazione è discontinua, gli impianti sono obsoleti e infinite sono le controversie tra amministrazione e società concessionarie, nel 1905 la luce elettrica comincia a sostituire la fiammella del gas, accesa ogni sera dai lampionai. È dello stesso anno l’inaugurazione del servizio tranviario, dapprima limitato alla linea che collega Stazione centrale, Duomo, Borgo; in breve la rete si allarga con vetture, che dal capolinea Duomo intraprendono altri percorsi diretti al Cimitero, a Guardia Ognina, a Cibali. 3 ViaEtnea(Nella foto una vettura del servizio tranviario in transito lungo la via Etnea).

Il processo di trasformazione della città, avviato alla fine dell’Ottocento, procede a grandi passi. Il tessuto viario è ampliato e ridisegnato con i lunghi viali intervallati da grandi piazze. L’abitato si estende, conquistando aspre lave e razziando terreni coltivati. Si demolisce e si costruisce, dando vita a quartieri di lusso e a periferie di degrado. La marca internazionale del gusto liberty disegna linee nervose e curve flessuose sui prospetti degli edifici, che sorgono nei quartieri residenziali di nuovo disegno. La modernità trasmette il suo seducente e allettante messaggio di spensieratezza, ottimismo, allegrezza, divertimento. Il progresso avanza, senza che si colga il presagio delle sue minacciose insidie.

Il sistema economico ha enunciato gli imperativi del messaggio di modernità: invito al consumo e ricerca del piacere. La macchina espositiva ne è, per sua stessa natura, espressione ed interprete. Il disegno degli spazi destinati alla divulgazione di prodotti e conoscenze non può non contemplare la presenza di luoghi idonei a destare il piacere e ad assicurare il benessere. (Nella foto il Chiosco “Caffè Esposizione”).4 Chiosco caffè

L’Esposizione del 1907 offriva nel recinto interno le allettanti delizie dell’area a giardino, destinata a ospitare Edicole e Chioschi espositivi; la ditta Salvatore Giuffrida assicurava possibilità  di ristoro con il Chiosco “Caffè Esposizione”, fornito di gelati, liquori, bibite, dolci e ogni altra prelibatezza. A nord del perimetro esterno, in prossimità della galleria settentrionale, si offrivano ai visitatori gli spensierati divertimenti concessi dal campo delle Attrattive, di disegno dell’ingegnere Luciano Franco come l’Edicola dei Tabacchi.

Il giardino. Raggiungibile dall’Ottagono, oltre che attraverso appositi passaggi coperti, il giardino copriva una vasta superficie di 8.000 metri quadrati, delimitata sul lato meridionale dall’ala dei Padiglioni e sugli altri tre lati dai prospetti interni delle Gallerie. L’area, attrezzata di numerosi sedili, ospitò il palco della musica, allestito nel settore meridionale davanti al Salone delle feste, e una grande vasca, ampia m.20 di diametro, nel settore settentrionale. Nella vasca, inverdita sui bordi da un tappeto erboso e infiorata dalle piante di calla etiopica poste all’interno, fu sistemato un laghetto con cigni, alimentato da una fonte proveniente da una grotta 5 Giardino laghettocentrale e solcato da una barchetta in cemento armato. (Nella foto il laghetto nel giardino dell’Esposizione).

Una cornice con acroteri e guglie, uguale a quella del prospetto principale, faceva da finitura delle facciate prospettanti sul giardino, anch’esse decorate da motivi liberty. Aperti da porte e finestre, i prospetti, erano interrotti dai fornici di quattro arconi arabi di vario disegno, concepiti da Luciano Franco secondo il formulario stilistico, adottato nella facciata principale, di contaminazione tra la citazione del gotico-catalano di tradizione locale e l’invenzione fantasiosa di gusto modernista. Gli arconi, che fungevano da ingresso alle tre ali della galleria quadrangolare, si aprivano uno nell’ala orientale a servire la Mostra agricola, un altro nell’ala occidentalea servire la Mostra campionaria nazionale, e infine, due gemelli nell’ala settentrionale a servire la Galleria delle macchine agricole. (Nella foto: a sinistra l’arcone di accesso alla Mostra campionaria, al centro uno degli arconi di accesso alla Galleria delle macchine agrarie, a destra l’arcone di accesso alla Mostra agricola).6 Arconi giardino

Le piante della Mostra floreale, che faceva parte della rassegna agraria, conferirono l’aspetto di giardino all’area interna del quadrilatero. Erano piante ornamentali, da fiori e da frutto che, distribuite nei vari appezzamenti, diedero luogo alla mostra permanente. Le tre mostre temporanee, allestite ora in prossimità della tenda della Croce Rossa ora nelle zone di passaggio tra l’atrio e il giardino, ospitarono piante fiorite in vaso e composizioni di fiori recisi, per chiudersi il 9 giugno con l’esibizione di lavori artistici, addobbi e mazzi.

7 Giardino planimetriaNell’area del giardino trovarono posto l’Edicola dei Tabacchi, che era parte integrante della Mostra agricola, e i Chioschi privati di sei imprese, partecipanti alla Mostra campionaria nazionale, quattro per la produzione di materiali cementizi e due per la produzione di bevande alcoliche e gassate. (Nella foto la planimetria del giardino).

Le Attrattive.Per allestire il campo delle Attrattive, a nord del Palazzo dell’Esposizione, fu utilizzata un’area delle lave di Asmundo, risalenti all’eruzione del 1381. Il terreno, di circa 10.000 metri quadrati, fu concesso a titolo gratuito dal cavaliere Rosario Platania, già proprietario dell’area di 44.000 metri quadrati utilizzata per tracciare la piazza d’Armi. I lavori di sbancamento e di sistemazione, necessarie per rendere il sitoaccessibile ed edificabile, come quelli di costruzione degli edifici destinati a ospitare le attrattive, furono affidati, al prezzo di circa £ 100.000, alla Ditta Belfiore di Catania, già operante nel cantiere dell’Esposizione. Completato solo all’inizio di giugno, il campo delle Attrattive era attraversato da un viale pavimentato in legno lungo m. 65, che si raccordava a T con un altro viale poco più lungo. Per colmare la differenza di livello tra il campo delle Attrattive e il Palazzo dell’Esposizione fu realizzata una passerella di collegamento, che dalla Galleria delle Macchine conduceva al primo viale. (Nella foto la planimetria del campo delle Attrattive).8 Attrattive planimetria

La zona, resa pittoresca dalla presenza delle lave, ospitava un complesso di edifici, disegnati da Luciano Franco in uniformità con lo stile del Palazzo dell’Esposizione: un Cinematografo capace di 1.000 spettatori, un Organo elettrico a cartoni attivato da una dinamo di quaranta cavalli, una Giostra automobilistica di dieci vetture, un Tiro a segno con carabine, le Montagne russe con i carri in movimento sui ponti ondulati, un Gran Caffè Ristorante, un Teatro estivo capace di 2.000 spettatori, destinato a spettacoli di 9 CaffèRistoranteprosa e operette. (Nella foto il Gran Caffè Ristorante).

La Mostra provinciale. Il percorso di visita dell’Esposizione iniziava dalla Mostra delle Arti manifatturiere, delle Industrie e dei Commerci della Provincia di Catania. Le undici sale, ad essa destinate,non furono sufficienti ad ospitare i circa trecento espositori convenuti dalla città e dalla provincia, sicché la rassegna si dovette estendere ad altri spazi, reperiti soprattutto nella zona della Mostra Campionaria Nazionale. Alla vista dei visitatori si offriva una grande varietà di oggetti: lavori di latta e di zinco, mobili con doratura e letti in ferro, cristalli e specchi decorati, sedie e cestini in vimini, strumenti musicali e lavori in madreperla, conserve alimentari e specialità medicinali, mattonelle di cemento e intarsi in legno, frutta candita e paste alimentari, pane e biscotti, liquirizia e cioccolata, mobili e tappezzerie, cuoiami e calzature, telai e stoffe, gioielli e statuette d’avorio, guanti e cappelli, capi di biancheria e busti, mobili da salotto e lavandini di latta, ceramiche e ferri di cavallo, collezioni di animali imbalsamati e altro ancora.

Spiccavano nelle sale della mostra: una cassaforte e un letto chirurgico, di produzione della giovane industria meccanica di Salvatore Tomaselli; un carro siciliano esposto da Giovanni Mascali; il calendario perpetuo meccanico inventato dal chierico Salvatore Franco e premiato con medaglia d’oro all’esposizione parigina del 1900; le stoffe ritinte della Tintoria Cappellani, i prodotti del cotonificio Feo; i mobili di legno curvato a vapore della ditta Sardella di Acireale; le bambole infrangibili Gliris di nuova produzione; i telai in movimento delle ditte Tessitura Sicula Etnea e Serica dei Fratelli Amadio, accanto ai loro prodotti in cotone, tela e seta; i mandolini della ditta G. Puglisi Reale e figli; le ambre del Simeto di Bruno Müller; la preziosa bacheca della gioielleria Avolio; i lavori dello Stabilimento Galàtola, insediato con una scuola professionale tipografica in via dei Crociferi nei locali del Reale Ospizio di Beneficenza, già Collegio dei Gesuiti.La Sala X della Mostra provinciale catanese fu destinata per intero a due mobilifici, la Ditta Pollina Toscano & C. e la Ditta Wäckerlin & C., la quale esponeva mobili e sedie in legno curvato a vapore, oltre che una sala da pranzo e una camera da letto complete di ogni arredo. (Nella foto la Sala X della Mostra provinciale catanese).10 MostraProvinciale X

Tra i prodotti presenti nella Mostra provinciale catanesel’Albo illustratonon manca di elencare i «lavori donneschi»: fiori artificiali, ricami, merletti, biancheria, disegni e abiti, naturalmente, da signora. Per qualità di maggiore spicco sono citatela mostra della Scuola Professionale Femminile “Regina Margherita”, le collettive dei tre Conservatori delle Vergini al Borgo, di Sant’Agata alle Verginelle, di San Vincenzo dei Paoli, organizzate dalla Sezione catanese delle industrie femminili italiane, e ancora le collettive dell’Educandato provinciale Regina Elena, del Reclusorio del Santo Bambino e del Collegio Santanoceto di Acireale. L’impresa dei «lavori donneschi» era, altresì, rappresentata da singole espositrici.

La Mostra agricola.I tre saloni della Mostra Agricola videro la presenza di circa centocinquanta espositori, provenienti dai diversi centri dell’isola. Decisamente specialistico era il contenuto della rassegna: relazioni, statistiche, grafici, tracciati, planimetrie, carte geologiche, pubblicazioni, cataloghi, ma anche quadri e fotografie. La mostra offriva ampia documentazione di opere agrarie e di problematiche ad esse attinenti: risanamento e bonifica, sistemazione di frane e rimboschimento, correzione di torrenti e conduzione delle acque, introduzione di nuove colture e rotazioni agrarie, incremento della produzione e del commercio, miglioramenti dell’industria enologica e casearia, gestione delle concimaie e profilassi della malaria, progressi costruttivi e igienici nella costruzione delle aziende agricole e delle case coloniche. Erano in mostra anche prodotti agrari e di origine agricola, piante e semi, zolfi in pane e in cannoli, e altro ancora. Il salone B fu interamente destinato alla rassegna dei prodotti della fiorente industria enologica e olearia siciliana. (Nella foto l’ala della Mostra agricola).11 MostraAgricola

Nel versante orientale del giardino, l’Edicola di disegno dell’ingegnere Luciano Franco, progettista del Palazzo dell’Esposizione, ospitava la Mostra dei Tabacchi, ideata dal Ministero di  Agricoltura, Industria e Commercio. Costituì una delle principali attrattive dell’Esposizione per l’elegante aspetto dell’edicola e per la completezza dell’allestimento, curato dall’ingegnere Filippo La Porta, direttore della Manifattura.  Preceduta da un semenzaio modello, la costruzione, a pianta pressoché triangolare, era di linea sobria con misurate concessioni alle libertà decorative di gusto liberty. Gli spazi interni del Padiglione accoglievano la sala di mostra, la sala di lavoro, la sala di pubblica rivendita e un locale di servizio. La sala della mostra ospitava, oltre alle due manifatture siciliane di Palermo e Catania, le agenzie isolane di coltivazione del tabacco di Palermo, Barcellona e Comiso; la mostra comprendeva campionature di tabacco, pubblicazioni relative al settore, documentazione fotografica delle manifatture italiane. Nella sala di lavoro, sempre affollata di pubblico, si dava dimostrazione dei metodi di fabbricazione, manuali e meccanici, in uso nelle manifatture italiane; per il processo meccanico erano in funzione quattro macchinari alimentati dall’energia elettrica: tre macchine per la fabbricazione di bustine,  denominate “D’Alessandri” dal nome dell’inventore, il capo officina leccese Menotti D’Alessandri, che ne ottenne il brevetto nel 1906; la quarta macchina, l’Universelle, per la confezione delle “Macedonia”, ma utilizzabile anche la preparazione di altro tipo di sigarette. Rigorosamente manuale era invece il processo di confezione dei sigari toscani, che richiedeva alta specializzazione. La sala di vendita era adibita allo smercio dei prodotti: sigari, sigarette e tabacchi, nazionali ed esteri. Il personale presente nell’Edicola assommava a quattordici unità. Alla dimostrazione dei metodi di fabbricazione, manuali e meccanici, erano addette otto operaie, alle quali spettava il compito di preparare i saggi di sigari e sigarette. (Nella foto il Padiglione dei Tabacchi).12 PadiglioneTabacchi

La Mostra delle macchine agrarie.La Mostra delle Macchine Agrarie, strettamente collegata alla Mostra agricola, ne occupò in parte il salone C con l’esposizione degli antichi strumenti e attrezzi, per estendersi con i macchinari più ingombranti nella Galleria settentrionale. La rassegna ospitava circa duecentocinquanta articoli da lavoro: macchine da semina, da raccolto e da lavorazione dei prodotti agricoli; attrezzi per la conservazione e il trasporto; apparecchi per l’avicoltura e l’apicoltura, e altro ancora. Vi parteciparono circa cento espositori, dei quali quasi trenta provenienti dai centri della penisola. Si registrò la massiccia presenza delle imprese di Milano: Agenzia Enologica Italiana, Società Italiana Breda, Ditta Ercolani, Casa Riva Monneret & C., Anonima Meccanica Lombarda, Ditta Langen, Ditta Wolff, Milanese di industrie meccaniche, Ditta Feroni & C., Casa Bussi Negrisoli & C., Ditta Perni, Ditta Petrarchi, Ditta Seitz. Dalla penisola provenivano ancora altre imprese: da Torino, la Ditta Benedetto Muve e la Fabbrica Italiana; da Napoli, la Ditta Speranza e Aloisio come le Officine e Cantieri Pattison; da Roma, la Ditta dei Fratelli Riva; da Grosseto la Ditta Cosimini, da Chiusi la Ditta Civinini, da Firenze la Fabbrica Meccanica, da Padova la Ditta Garolla, da Battaglia Terme la Ditta Rinaldi, da Pergola la Ditta Montis, da Modena la Ditta Urbini, da Ardesio la Ditta Valoti, da Siena la Ditta dei Fratelli Del Taglia. (Nella foto uno degli ingressi della Mostra delle Macchine Agrarie).13 MacchineAgricole Angolonordest

La Mostra campionaria nazionale. La Mostra Campionaria Nazionale fu voluta dal Comitato esecutivo della II Esposizione Agricola Siciliana per «avvicinare moralmente l’isola al continente», riferisce l’estensore dell’Albo illustrato. «Giova e piace credere che un giorno l’ingegneria getterà un ponte fra le due sponde» egli afferma, inconsapevole del fatto che, a distanza di un secolo e con grande spreco di risorse, il suo auspicio rischierà di avverarsi, tra i pro di quanti ne valutano la ricaduta economica e i contro di quanti ne considerano la ricaduta ambientale.

Riguardo alla Campionaria, presumibilmente quel che fece gioco nella decisione del Comitato fu la perenne competizione tra le due maggiori città della Sicilia. Agli occhi degli organizzatori il carattere regionale della rassegna appariva troppo riduttivo e mortificante per le ambizioni di Catania, sempre vogliosa di emulare Palermo. La Campionaria aveva da essere l’occasione per schiudere alla città una ribalta nazionale, che potesse dare vanto all’orgoglio etneo e linfa vitale agli scambi con il continente. (Nella foto l’arcone di ingresso alla 14 Mostra CampionariaMostra campionaria).

Nonostante le diserzioni di quanti si lasciarono scoraggiare dalla distanza, la rassegna vide la partecipazione di duecentocinquanta espositori, dei quali circa un centinaio provenienti dalla penisola e alcuni dall’estero. La mostra comprendeva prodotti alimentari, marmi, laterizi, cementi, preparati chimici, specialità medicinali, strumenti chirurgici, profumi, ceramiche, saponi, biciclette, tappezzerie, lavori tipografici, cartoline, fotografie, acque minerali, prodotti manifatturieri di ogni genere, e altro ancora.

I nomi stranieri, che spiccavano nelle corsie espositive, talora erano indice di provenienza estera, come nel caso della Fabbrica di birra di Budapest e delle ditte Mauch di G?ppingen, Moglitto di Tunisi, Semel e Neumann di Dresda. Spesso appartenevano ad aziende siciliane. Avevano sede a Catania, la ditta Aveline e la ditta Deutsche Italienische Asphalt Gesellschaft in mostra nella sezione asfalti e petroli. Tra le aziende produttrici di mobili erano palermitane come le imprese Giannone, Graziano, Purpura, anche la ditta Ahrens e la ditta Ducrot, la quale esponeva arredi su progetto del catanese Francesco Fichera.

La Mostra Campionaria Nazionalevide, inoltre, una consistente partecipazione delle ditte siciliane e italiane, specializzate nella produzione di manufatti in cemento. I saggi dei loro lavori furono esposti nella galleria occidentale destinata alla rassegna e nei chioschi del giardino, realizzati su incarico e a spese delle imprese stesse. Oltre alla ditta Sigismondo Ghilardi di Palermo, esposero nei chioschi le ditte catanesi Mollica,Patriarca, Inserra. (Nella foto il giardino e le edicole).15 Giardino Edicole

Di scarso interesse è il Chiosco Mollica, nel versante orientale del giardino. L’edificio esibiva una facciata classicheggiante a tempietto, con pronao a quattro colonne ioniche e timpano triangolare decorato dai raggi di un sole nascente dimezzato. Il corpo quadrangolare della costruzione era concluso da una fascia trabeata, di disegno non canonico, sormontata da un attico con balaustra. La soluzione di chiusura variava nel corpo avanzato del pronao, che nello specchio della fascia trabeata esibiva il nome della ditta. La sagoma triangolare del timpano, definita dalla cornice orizzontale sottostante e dalle due cornici superiori inclinate a spioventi, si disegnava nella specchio rettangolare dell’attico, lasciando spazio a due pennacchi angolari 16 Chiosco Mollicadecorati da figure in volo. In cima campeggiava una scultura leonina. (Nella foto il Chiosco Mollica).

Più interessante appare il Chiosco Patriarca, anch’esso nel versante orientale del giardino. Costituito da tre strutture in cemento armato, ostentava in una delle costruzioni, a pianta quadrata, un apparato decorativo ricco e sovrabbondante, che lo connotava come un baldacchino processionale di gusto barocco: erano aperti per consentire l’accesso i quattro lati che formavano il corpo dell’edificio, serrato agli angoli da pilastri binati culminanti in pomi con cuspidi, che si ergevano come le “aste” poste nei baldacchini a sorreggere il “cielo”, qui interpretato da una cupoletta di foggia orientaleggiante; dalla fascia, che correva unitariamente sul corpo sottostante, nascevano le quattro “cortine” superiori, composte prima dalla sequenza di tre aperture intervallate a pilastrini e finite dalla fascia con il nome della ditta, poi da festoni floreali e, infine, da un arco con conchiglia centrale. L’altra struttura visibile nella foto è una piccola edicola espositiva, contornata su tre lati da lastre di campionatura dei saggi della ditta. (Nella foto le strutture del Chiosco Patriarca).17 Chiosco Patriarca3

Spicca il Chiosco Inserra, che con il Chiosco Ghilardi sorse nel versante occidentale del giardino; ambedue in cemento armato, erano separati dal Chiosco destinato a Caffè. Il Chiosco Inserra fu una prova di bravura di Tommaso Malerba (1866-1962), architetto catanese di talento, già noto in città come progettista di edifici, quali l’eclettico Palazzo Mazzone in via Umberto n°83 con facciata in stile gotico- moresco, e già insignito del titolo di cavaliere della corona d’Italia per i suoi meriti professionali. Sensibile alle suggestioni della cultura modernista europea di marca austriaca e francese, appresa in occasione dei frequenti viaggi che lo portarono nelle città dell’Italia settentrionale e dell’Europa, Tommaso Malerba rielaborò nel Chiosco Inserra gli stilemi liberty, offrendo una sintesi ricca di inventiva e coerente in ogni parte. Nel prospetto l’originale invenzione dell’archivolto gugliato di ispirazione orientaleggiante  riformulava il tema modernista dell’apertura arcuata e tripartita. La decorazione, tipicamente floreale, trovava toni particolarmente efficaci nel fitto viluppo di ramificazioni, che si allargavano in un ampio ventaglio di rose nel punto di congiunzione della curva dell’arco con i sottili pilastrini culminanti a cuspide, drizzati su esili colonnine binate. A Catania sono di Tommaso Malerba pregevoli costruzioni in stile Liberty, che meritano di essere citate: il Palazzo Marano (1908) in via Umberto n° 272; il Negozio Frigeri (1909) in via Manzoni n°95, il Palazzo in piazza Duca di Camastra (1912-14); la palazzina del pittore Alessandro Abate (1916) in via Carmelo Abate n°12; motivo firma, ricorrente sulle facciate dei suoi edifici, è il tema ornamentale della “curva a gomito” che include elementi antropomorfi e fitomorfi. (Nella foto il Chiosco Inserra).18 ChioscoInserra

Alla Mostra Campionaria Nazionale appartenevano anche il Chiosco della Compagnia CO2, di foggia orientaleggiante, e il Chiosco Monaco, in legno e di stile russo. Il Chiosco della Compagnia CO2, situato all’angolo tra la galleria settentrionale e la galleria orientale, ospitò le macchine per la produzione di bevande gassate e vini spumanti della Compagnia dell’Anidride Carbonica di Torino, e i saggi di acido carbonico liquido dei Fratelli Pegna di Firenze. Il Chiosco Monaco, situato davanti alla galleria occidentale, ospitò la mostra di vini e liquori della ditta catanese F. Monaco & Figli, premiato stabilimento a vapore, distilleria e raffineria di alcool, di vini, vinacce e cereali. Oltre alla fabbrica di alcolici, la cui specialità era il Liquore Bellini, la ditta possedeva un pastificio che esportava in America. (Nella foto: a sinistrail Chiosco della Compagnia CO2, a destra il Chiosco Monaco).19 Lc02 Monaco

I recinti coperti da tettoie, estese sulla fronte esterna della Galleria delle macchine agricole e della Campionaria, ospitarono le Mostre degli animali, inaugurate a maggio dalla rassegna di ovini, bovini e suini, alla quale seguì nella prima settimana di giugno la rassegna equina. Si tenne nella metà di giugno la terza rassegna, quella degli animali da cortile, che vide tra gli espositori Tommaso Malerba con i suoi porcellini d’India.

La Mostra della Sanità. Bandita tardivamente in attesa che il ministero dell’Interno autorizzasse la partecipazione della Direzione Generale della Sanità, la Mostra della Sanità e dell’Igiene vide una presenza di espositori quantitativamente ridotta, ma offrì una rassegna di prodotti qualitativamente significativa. Ospitata nel Padiglione occidentale dell’ala interna parallela a quella di prospetto, fornì ai visitatori ampia documentazione delle interessanti raccolte di apparecchi, collezioni e preparati, approntate dalla Direzione Generale della Sanità. Tra gli espositori erano presenti pochi privati e alcuni comuni di città italiane, quali Barletta, Genova, Napoli, Novara, Pescia. Davanti al padiglione fu allestita la tenda per la mostra della Croce Rossa, che offriva una completa rassegna degli strumenti in uso per l’esercizio dei diversi compiti e la documentazione fotografica delle varie attività espletate. (Nella foto il Padiglione della Mostra della Sanità e dell’Igiene).20 PadiglioneIgieneSanità

La Mostra delle Belle Arti.Il Padiglione orientaleospitò la Mostra delle Belle Arti, che tradì le aspettative degli organizzatori per la diserzione degli artisti siciliani e persino di alcuni affermati catanesi, come Giuseppe Sciuti e Natale Attanasio, sicché la rassegna vide la partecipazione di artisti attivi nel territorio, pochi di nome illustre e molti esordienti o dilettanti. Tra i nomi illustri sono citati nelle pagine dell’Albo illustrato: i pittori Alessandro Abate, Calcedonio Reina, Antonino Gandolfi; l’incisore Francesco Di Bartolo; gli scultori Nino Giordano, Gaetano Grassi Cosentino, Mario Moschetti, Mario Rutelli, Ettore Ximenes. A rappresentare l’architettura furono i progetti di Tommaso Malerba, di Salvatore Sciuto Patti, del calatino Saverio Fragapane, nonché i progetti, in gran parte del Teatro Bellini, di Carlo Sada, al quale fu dedicata un’intera parete. Tra i fotografi la parte di eccellenza spettò a due firme di fama nazionale, Michele Grita e Luigi Martinez, che furono anche i fotografi ufficiali della rassegna. Erano presenti altri professionisti affermati in città: i fratelli Vincenzo e Gabriele Biondi, autori dell’album Raccolta delle fotografie dei monumenti antichi della provincia di Catania presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891; Giovanni Di Giorgio, noto per gli effetti particolari dei suoi ritratti, molto richiesti dalle personalità dell’epoca; Ignazio Testaì ritrattista specializzato nella coloritura delle fotografie. Ad arricchire la mostra si aggiunsero le tavole fotografiche, eseguite per l’Esposizione e poi lasciate in dono al Museo civico dal barone Salvatore Pennisi di Floristella, a documentazione del ricchissimo medagliere di epoca greco-sicula in suo possesso. (Nella foto il Padiglione della Mostra delle Belle Arti).21 PadiglioneBBAA

Le altre iniziative.Alle mostre si affiancarono diverse iniziative: congressi, conferenze, recite, concerti di beneficenza e di bande militari.

Nella sala dell’Ottagono, il 22 aprile, i fratelli Giuseppe e Salvatore Porto tennero un concerto con organetti a mantice di ideazione e fabbricazione della loro ditta “Rosario Porto e Figli”, presente nella Mostra provinciale. Si esibirono in due concerti, con tenore e baritono, la pianista Angelina Spedalieri e il maestro Vito Russo; il primo si tenne il 22 maggio e il secondo il 24 giugno. Il concerto con sessanta orchestrali, organizzato dal Circolo Artistico, ebbe luogo il 30 giugno, diretto dal maestro Santonocito, pianista il maestro Pietro Moro. Nel Teatro estivo dell’Esposizione, il 19 agosto, si esibì Giovanni Licari, affermato violinista e compositore catanese, accompagnato dalla “signora” Ida Fischetti e dalla “signorina” Barreca, oltre che dal maestro Santanocito al pianoforte. (Nella foto l’Ottagono).22 Giardino Ottagono

Il programma degli spettacoli teatrali contemplava le recite di Giovanni Formisano, di Giacinta della Pezzana, di Nino Martoglio, di Emanuele Gatti, da tenersi nel Teatro estivo dell’Esposizione, che fu inaugurato il 16 giugnodalla compagnia di Clara della Guardia, prima attrice, con Madame Sans-Gêne del drammaturgo francese Victorien Sardou. Nel Teatro estivo si esibì il 1° settembre Giovanni Formisano, un giovane poeta, autore di versi in vernacolo; presentato da Enrico Pantano, recitò brani tratti dalla sua ultima pubblicazione, Carizzi di mula, e versi inediti. Si tenne il 22 settembre nella sala dell’Ottagono, a causa del maltempo, lo spettacolo teatrale organizzato dal Circolo Artistico, protagonisti Giacinta Pezzana, che si esibì ne Le due madri di Arnaldo Fusinato, e Nino Martoglio, che recitò versi della Centona e, in chiusura, un polimetro bernesco intitolato L’Esposizione. Aperto da Francesco Romeo Corsaro con la recita di una collana di sonetti, l’ultimo spettacolo teatrale, anch’esso organizzato dal Circolo Artistico, si tenne il 3 novembre, protagonista l’attore Emanuele Gatti che recitò il Canto V della Divina Commedia e declamò la Battaglia di Palestro di Leopoldo Marenco. (Nella foto il Teatro estivo).23 Teatro

Nella sala dell’Ottagono si tenne la seduta inaugurale del VI Congresso nazionale, II internazionale, dell’associazioneCorda fratres, svoltosi a Catania, dal 26 aprile al 3 maggio, con l’intervento di studenti provenienti dalle diverse università italiane. Fondata nel 1898 a Torino da Efisio Giglio-Tos, la Federazione internazionale studentesca, divenne nota con il nome Corda fratres (Cuori fratelli), suggerito dal titolo dell’inno ufficiale, un carme composto nello stesso anno da Giovanni Pascoli, che ne fu socio. Alla Federazione, che vantò tra i suoi accoliti anche Guglielmo Marconi, aderirono gli studenti di tutte le università italiane, animati dall’intento di promuovere in ambiti sovranazionali i legami di solidarietà e fratellanza, dei quali la gioventù universitaria si fece vessillifera sin dall’epoca medievale. La Corda fratressi batté per la «concorde unione di popoli diversi e lontani», così si legge nel «Secolo» del 28 aprile 1904, e si fece promotrice di convegni ispirati a ideali di pace e solidarietà tra i popoli, destinati a essere tragicamente smentiti dai conflitti mondiali che sconvolsero l’Europa del Novecento.

Il 2 maggio nella sala dell’Ottagono si tenne l’incontro dell’onorevole Sanarelli, sottosegretario di Stato perAgricoltura, Industria e Commercio, con i partecipanti al Congresso degli agricoltori italiani, svoltosi a Catania dal 3 al 5 maggio. (Nella foto un angolo della sala dell’Ottagono).24 Ottagono int

Il ciclo delle conferenze fu inaugurato il 30 maggio, nella sala dell’Ottagono, da una scrittrice. “Rossana” era il suo pseudonimo. Miserie della donna era il titolo della conferenza, centrata sullo stato di degrado e arretratezza dei reclusori femminili. Ancora nella sala dell’Ottagono, il 9 giugno, si tenne la conferenza dell’avvocato Carlo Carnazza sul tema il Pensiero politico nella poesia di Giosuè Carducci. Seguì il 23 giugno la conferenza del professore Giulio Capra Boscarini sul tema il Patto della Bellezza, che l’oratore concluse con l’auspicio di un secondo rinascimento e di una maggiore consapevolezza nazionale, vano e inascoltato sino ai tempi attuali. Il 20 ottobre fu la volta della conferenza sul tema I progressi dell’agricoltura italiana, tenuta dall’onorevole Colajanni, che alla visione pessimistica dei malcontenti oppose, non senza suscitare reazioni in una parte del pubblico, la tesi ottimistica del progresso e dello sviluppo dell’agricoltura italiana, avvalorandola con i dati delle recenti inchieste ministeriali. Di genere più leggero e di taglio più amabile fu la conferenza del commediografo Alfredo Testoni, che con L’arte di prender moglie intrattenne il pubblico tanto piacevolmente, da dover concedere il 20 novembre una seconda conferenza, Il fischio, che riscosse pari successo.

L’Esposizione del 1907 offrì anche manifestazioni sportive. Inaugurate nella serata precedente da un rinfresco in onore dei canottieri, il 28 luglio si svolsero le regate a remi nello specchio d’acqua del porto. Dal 20 al 26 agosto, si tenne il Torneo Nazionale di scherma, con la partecipazione di 150 concorrenti provenienti da tutta l’Italia; inaugurata il 18 agosto dal ricevimento in onore degli schermitori, la manifestazione si concluse il 26 agosto nel Teatro estivocon la cerimonia serale di premiazione, che consegnò al catanese Aurelio Greco il primo premio nel fioretto, nella spada e nella classifica artistica. Il 6 ottobre giunse a Catania, toccando il traguardo davanti all’ingresso principale della sede espositiva, il giro di Sicilia in bicicletta, organizzato dal giornale palermitano Il Mezzogiorno sportivo. Dal 20 al 24 novembre si svolsero le gare, programmate dalla Società catanese di tiro a volo con il patrocinio del Comitato dell’Esposizione. (Nella foto una gara di scherma nell’atrio).25 Gara Scherma

L’evento. L’Esposizione del 1907 diede la misura delle potenzialità della città, che ambiva al ruolo di “Milano del Sud”. L’allestimento della rassegna richiese un ingente costo economico e un grande sforzo realizzativo, ripagato dal successo dell’impresa.Basti dire che il numero degli espositori partecipanti alla manifestazione, poco meno di duemila nelle stime ufficiali degli organizzatori, superò di gran lunga le previsioni.

L’Esposizione rimase aperta dal 14 aprile al 1° dicembre, in orario diurno dalle ore 8 alle ore 19 e in orario notturno dalle ore 20 sino alla conclusione degli spettacoli. Si registrò l’affluenza di un imponente numero di visitatori, interessati alle mostre, e la partecipazione di un vasto pubblico, attirato da congressi, conferenze, recite, concerti. I trasporti urbani erano assicurati da due linee tramviarie, l’una di Ognina e l’altra della Guardia, che conducevano i passeggeri sino in via Umberto I nei pressi di via Baldanza, odierna via Federico De Roberto. Percorsa la via Baldanza, si raggiungeva rapidamente la Piazza d’Armi. Il prezzo del biglietto era di £ 1 in orario diurno, di centesimi 25 in orario notturno; era gratuito l’ingresso dei bambini e ridotto il costo dei biglietti nei giorni festivi. Si offriva la possibilità di acquistare tessere di abbonamento, utili solo per l’accesso all’Esposizione, ma non per le attrattive. Usufruivano di riduzioni i militari, oltre che le comitive di studenti e di operai. Esibito il biglietto agli addetti, che ne staccavano lo scontrino, la parte restante doveva essere conservata ed esibita, a richiesta, durante la permanenza nel recinto. Era vietata l’introduzione di macchine fotografiche. (Nella foto il biglietto d’ingresso).26 BigliettoIngresso

La rassegna fu meta delle visite ufficiali di autorità politiche, accademiche e religiose. Oltre al ministro e al sottosegretario di Stato del dicastero di Agricoltura, Industria e Commercio, la sede della rassegna ospitò rappresentanze del Parlamento e del Comune, onorevoli e prelati. Di passaggio in città, si recarono a visitare la mostra anche la compagnia dei Bersaglieri ciclisti di Palermo, un gruppo di Alpinisti appartenenti alla Sezione di Milano e una schiera di docenti di ritorno dal Congresso nazionale di Palermo.

Ai viaggiatori siciliani si offrì la possibilità di usufruire di un libretto ferroviario personale, valido sulle strade ferrate dell’isola per l’intero periodo della rassegna. (Nella foto la copertina del libretto ferroviario).27 LibrettoFerroviario

Per l’attribuzione dei premi agli espositori fu istituita una giuria, articolata in più commissioni. Il regolamento della mostra contemplava l’esame dei prodotti esposti e l’attribuzione di premi a riconoscimento della qualità: diploma d’onore; medaglie d’oro, d’argento e di bronzo; menzioni di merito. Per la realizzazione del diploma e della medaglia, il Comitato provvide ad attivare per tempo il bando di concorso e ad istituire l’apposita commissione per la valutazione dei bozzetti. La scelta cadde sul bozzetto di Francesco Longo Mancini per il diploma, affidato per l’esecuzione alla litografia Scarpati di Napoli, e sul bozzetto di Turillo Sindoni per la medaglia, che fu eseguita dall’incisore Bianco Motta. Ai riconoscimenti previsti dal regolamento si aggiunsero i premi messi a disposizione del Comitato dai Ministeri, dalle maggiori Camere di commercio e da altri enti.  

La cerimonia per la consegna dei premi si svolse il 29 settembre nella sala dell’Ottagono. La lettura dell’elenco dei premiati richiese un’ora. Il banchetto serale in onore della 28 Medagliagiuria fu servito dal ristorante Reitano. Alla folla che gremiva la rassegna si offrì lo spettacolo pirotecnico, allestito nel viale dalla ditta Cavallaro di Giarre. (Nella foto la medaglia).

Procrastinata di circa un mese, la cerimonia di chiusura dell’Esposizione si svolse il 1° dicembre 1907 nella sala dell’Ottagono. Presero la parola il cavaliere Giovanni Sapuppo Asmundo, presidente del Comitato esecutivo, il professore Santi Consoli, sindaco di Catania, e il commendatore Cesare Poggi, prefetto di Catania.  Conclusa la manifestazione diurna con gli indirizzi di saluto al sovrano, ai ministri e agli onorevoli, l’Esposizione si aprì alla folla per l’ultima volta, dal pomeriggio alla sera, offrendo al pubblico una pesca di beneficenza e concerti musicali. (Nella foto il diploma).29 Diploma

Il 28 dicembre, su proposta del sindaco e con delibera unanime del Consiglio comunale, la piazza d’Armi acquisì il nuovo toponimo “piazza dell’Esposizione”.

AVVISO AI LETTORI

Seguirà la pubblicazione della parte IV, Catania: l’Esposizione del 1907, una rassegna di uomini e donne. 

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
 
 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information