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È morta Valeria Fedeli: addio a una figura di spicco della politica e del sindacato italiano

Roma, 14 gennaio 2026 – È scomparsa oggi all’età di 76 anni Valeria Fedeli, dirigente sindacale, senatrice del Partito Democratico e già Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo Gentiloni dal 2016 al 2018. La notizia è stata confermata dalle principali testate nazionali.

Nata a Treviglio il 29 luglio 1949, Fedeli iniziò la sua carriera professionale come insegnante nella scuola dell’infanzia, per poi dedicarsi all’impegno sindacale all’interno della CGIL, dove divenne figura di rilievo e dirigente nazionale. Dopo oltre vent’anni di attività nel mondo del lavoro, nel 2013 fu eletta Senatrice per il Pd e divenne Vicepresidente del Senato.

Nel successivo percorso politico, Fedeli fu chiamata da Paolo Gentiloni a guidare il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ruolo in cui si distinse per l’impegno sulle tematiche educative e sociali.

La sua attività si estese anche al campo del femminismo e dei diritti civili: fu tra i membri fondatori del movimento “Se non ora, quando?”, nato nel 2013 in risposta a questioni sociali legate alla dignità delle donne nelle istituzioni e nella società.

Il cordoglio delle istituzioni

La sua morte ha suscitato un’ampia reazione nel mondo politico italiano:

  • La premier Giorgia Meloni ha espresso profondo dolore per la scomparsa di Fedeli, sottolineando la sua lunga dedizione alla politica, alla scuola e al sindacato.
  • L’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni l’ha ricordata come una donna “coraggiosa, battagliera e capace di dialogo”.
  • Anche altri leader politici, tra cui la segretaria del Pd Elly Schlein, hanno espresso cordoglio alla famiglia e alla comunità democratica, evidenziando il contributo culturale e istituzionale di Fedeli.

Un’eredità duratura

Valeria Fedeli lascia un’impronta significativa nella storia politica e sociale italiana recente: dalla tutela dei diritti dei lavoratori alla riforma educativa, fino alla promozione della parità di genere e dell’inclusione. Il suo impegno ha attraversato diversi decenni, facendo di lei una delle figure più riconosciute nel panorama progressista italiano degli ultimi anni.

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