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Niscemi sotto choc: la frana del 2026, un disastro annunciato

Niscemi (CL) – In questi giorni, la tranquilla cittadina siciliana di circa 25.000 abitanti è stata travolta da un evento catastrofico che ha scosso profondamente l’intera comunità e richiamato l’attenzione nazionale. Una vasta frana, attivata il 25 gennaio 2026 a causa delle intense piogge legate al ciclone Harry, ha interessato un fronte lungo oltre 4 chilometri e costretto più di 1.500 residenti all’evacuazione delle proprie case per motivi di sicurezza.

Una voragine che inghiotte la collina

Il movimento franoso ha comportato il collasso di porzioni di terreno, lasciando edifici e strade lungo il margine della collina pericolosamente sospesi sul vuoto. Diverse case sono risultate gravemente danneggiate o inagibili, e alcune sono crollate mentre il fronte di frana continuava a muoversi, creando una voragine che minaccia l’intero versante.

Le autorità hanno decretato zona rossa le aree più a rischio e stabilito che molti degli sfollati probabilmente non potranno più fare ritorno nelle proprie abitazioni finché la situazione non sarà stabilizzata.

Evacuazioni, centri di accoglienza e stato di emergenza

Le operazioni di evacuazione, coordinate dalla Protezione Civile insieme alle forze dell’ordine, hanno interessato diversi quartieri, con cittadini trasferiti in strutture temporanee in tutta la provincia. Fino ad ora non sono stati registrati decessi né feriti gravi, ma la dimensione della frana e l’instabilità del terreno restano fonte di grande preoccupazione.

Il Governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza per le regioni meridionali colpite dal ciclone, tra cui la Sicilia, stanziando fondi per interventi immediati su strade, infrastrutture e assistenza alle persone coinvolte.

Cause e contesto: fragilità del territorio

Secondo i geologi, il disastro non è stato del tutto imprevedibile. Il territorio di Niscemi, situato su un substrato di argille e sabbie, è notoriamente susceptibile a fenomeni di dissesto geomorfologico, e le piogge prolungate hanno ulteriormente indebolito la stabilità del versante. Già in passato episodi simili si erano verificati nella zona, e alcuni esperti avevano evidenziato la necessità di monitoraggi più accurati e interventi di mitigazione del rischio.

Reazioni e responsabilità

La procura di Gela ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento per accertare eventuali responsabilità nella gestione del territorio e dei lavori di prevenzione del dissesto.

Il sindaco e le autorità locali, insieme alla premier Giorgia Meloni, che ha effettuato un sopralluogo nell’area, hanno assicurato che verranno messe in campo tutte le risorse necessarie per la messa in sicurezza e per sostenere chi ha perso la propria casa.

La comunità di Niscemi di fronte a una nuova sfida

Per gli abitanti di Niscemi questo evento segna una ferita profonda: famiglie sfollate, quartieri spezzati, attività economiche in difficoltà e il rischio concreto che la frana possa continuare a evolversi nei prossimi giorni. La speranza è che, oltre alla risposta emergenziale, si aprano finalmente progetti concreti di prevenzione del rischio idrogeologico, per evitare che tragedie come questa si ripetano in futuro.

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