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EnoEtna compie 29 anni: una festa del vino “al femminile” per i novant’anni del Comune

Il vulcano, la vite e una comunità che da generazioni vive del loro incontro. Da venerdì 25 a domenica 27 settembre Santa Venerina ospita la ventinovesima edizione di EnoEtna, la manifestazione che ogni fine estate trasforma il centro del paese in una grande vetrina delle eccellenze etnee. L’edizione 2026 ha un sapore particolare: cade infatti nel novantesimo anno dalla nascita del Comune, e il programma prevede momenti appositi per celebrare questa ricorrenza.

Secondo l’assessore alla Cultura Maria Assunta Vecchio, la rassegna è diventata negli anni la festa per eccellenza del paese, nata per valorizzare un territorio alle pendici del vulcano con una lunga tradizione vitivinicola. L’obiettivo, spiega, non è fare una semplice sagra ma celebrare la cittadina e la Sicilia attraverso le sue eccellenze.

La novità di quest’anno è un’impronta tutta femminile. Le produttrici locali saranno protagoniste con i loro vini, e due serate saranno dedicate rispettivamente ai rosati, sempre più richiesti, e ai bianchi dell’Etna.

Due i luoghi simbolo del percorso enologico. Alla Casa del Vino i produttori racconteranno ai visitatori origini e caratteristiche delle proprie etichette, mentre alla Casa del Vendemmiatore le principali associazioni di sommelier e assaggiatori guideranno masterclass e degustazioni.

Accanto al vino, spazio all’altra grande tradizione del paese: quella dei liquori. Santa Venerina è nota per le sue distillerie, che producono rosoli, liquori e distillati apprezzati a livello nazionale, e all’evento saranno presenti storici distillatori come Russo e Giuffrida.

Non mancherà il lato popolare della festa. Nel villaggio del gusto troveranno posto le eccellenze gastronomiche e artigianali siciliane, insieme a un’ampia area degustazione, mentre in anteprima sono previsti l’esposizione dei produttori locali, show cooking con risotto e granita al verdello accompagnata da biscotti tradizionali e una silent disco a tema anni ’90 e 2000.

Tra gli appuntamenti più attesi della tradizione c’è il Palio delle Botti. Si tratta del Palio Nazionale delle Botti delle Città del Vino: squadre di tre persone, due delle quali spingono una botte da 50 chili lungo la ripida strada del centro storico, mentre il terzo componente è pronto a dare il cambio. Un legame, quello con la rete nazionale, che dura da tempo: Santa Venerina fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino dal 1997.

Tre giorni, dunque, per scoprire un paese dove la vendemmia non è soltanto economia, ma identità.

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