Come trasformare la qualità delle produzioni locali in concrete opportunità di crescita e di mercato? Attorno a questo interrogativo, e nella cornice simbolica del Castello Normanno, si è sviluppato il cuore della XXIX edizione delle Feste Medievali di Motta Sant’Anastasia. La manifestazione ha scelto infatti di andare oltre la semplice rievocazione storica, promuovendo il 7 agosto il convegno strategico “Dalle eccellenze locali ai mercati internazionali”, un momento di confronto focalizzato sul futuro del comparto agroalimentare del territorio.
Al tavolo dei relatori, introdotto dal sindaco Antonio Bellia e dall’assessore al Turismo e Spettacolo Ivan Pellegrino, esperti e rappresentanti della filiera hanno analizzato le sfide decisive per le piccole e medie aziende siciliane. Tra gli interventi, Riccardo Randello di Slow Food Catania, Claudia Truglio portavoce di L.P. Distribuzione e il produttore olivicolo Salvo Scuderi hanno affrontato i temi chiave per il salto di qualità dei prodotti tipici: dalla tutela della biodiversità alla narrazione del brand, fino al miglioramento del packaging, alla gestione delle forniture e alla penetrazione nel canale Ho.Re.Ca. e nei circuiti distributivi nazionali ed esteri.
Prodotto simbolo di questa visione è l’olio extravergine d’oliva biologico, rappresentato durante l’incontro dall’esperienza di Tenuta Vasadonna di Salvatore Scuderi. Nata sulle terre dell’antico Feudo Moncada, alle pendici dell’Etna, l’azienda si estende su 15 ettari con 3.200 ulivi e una produzione annua di circa 5.000 litri. Una realtà d’eccellenza già pluri-premiata negli Stati Uniti e riconosciuta come miglior olio IGP d’Italia dal Gambero Rosso, che dimostra come l’identità agricola possa trasformarsi in un potente ambasciatore del territorio.
L’integrazione tra valorizzazione economica e memoria storica ha fatto da sfondo all’intera manifestazione, che dall’8 al 10 agosto ha animato il centro cittadino con il contributo dei tre rioni storici patrocinati dal Comune: Giovani Maestri, Vecchia Matrice e Panzera. Un’edizione che ha visto una formula più contenuta rispetto al passato a causa delle conseguenze del recente episodio di dissesto idrogeologico che ha interessato la zona, ma che non ha rinunciato alla sua anima.
Come sottolineato dall’assessore Ivan Pellegrino, una grande manifestazione può diventare una straordinaria vetrina per raccontare non soltanto la storia di un borgo, ma anche le aziende e le persone che lo rappresentano oggi.
A tracciare il bilancio dell’iniziativa è stato infine il primo cittadino, Antonio Bellia: «Quest’anno abbiamo dovuto scegliere una formula necessariamente più contenuta a causa della frana che ha interessato il nostro territorio, ma abbiamo voluto fortemente mantenere vivo questo appuntamento, nel rispetto di una tradizione che appartiene profondamente alla nostra identità. Le Feste Medievali rappresentano anche una straordinaria vetrina per le nostre eccellenze agroalimentari. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, per la sensibilità dimostrata verso la valorizzazione di un comparto che può rappresentare una concreta opportunità di sviluppo. Vogliamo unire tradizione e futuro, trasformando la nostra identità in una risorsa capace di creare nuove occasioni di crescita».


