Il tribunale di Catania ha disposto la sospensione del fermo amministrativo della nave umanitaria Sea-Watch 5, permettendo così all’imbarcazione dell’ONG di tornare operativa. Il provvedimento blocca temporaneamente anche la sanzione collegata alla detenzione di 15 giorni imposta dalle autorità italiane.
L’organizzazione Sea-Watch ha comunicato la decisione spiegando che la nave potrà presto riprendere le missioni di soccorso nel Mediterraneo a sostegno dei migranti in difficoltà.
L’imbarcazione era stata fermata dopo un intervento di salvataggio avvenuto il 25 gennaio, quando aveva soccorso 18 persone ,tra cui due minori, senza segnalare la posizione dell’operazione alle autorità libiche. La ONG ha motivato questa scelta sostenendo di voler evitare situazioni legate a violazioni dei diritti umani.
La vicenda si inserisce in un contesto politico e giudiziario più ampio: proprio nei giorni precedenti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva criticato la decisione dei giudici di Palermo che avevano condannato lo Stato italiano a risarcire con 76 mila euro la stessa organizzazione per il fermo, ritenuto illegittimo, di un’altra nave , la Sea-Watch 3, avvenuto nel 2019.


