Facebook
WhatsApp
X

Ad Acate un festival del libro sulle radici, da Peppino Impastato al Gattopardo

Dal 16 al 18 ottobre la prima edizione dell’Acate Book Festival porta nel centro storico Giovanni Impastato, Antonella Desirée Giuffrè e Maria Antonietta Ferraloro. Tre pomeriggi a ingresso libero, con una mostra su Peppino Impastato e due spettacoli per bambini e ragazzi.
Il palco sarà montato in via Archimede, davanti al Castello dei Principi di Biscari, e per tre pomeriggi, dal 16 al 18 ottobre, ospiterà la prima edizione dell’Acate Book Festival. In programma ci sono incontri con gli autori, teatro, musica e una mostra, tutti a ingresso libero. Il tema è «Radici», declinato in modo diverso in ciascuna delle tre giornate.

Acate si è chiamata Biscari fino al 1938. Il vecchio nome è rimasto al castello, che fu dei principi Paternò Castello, e ai Grifoni di Biscari, i tamburi che ogni anno sfilano nel corteo storico per l’arrivo delle reliquie del patrono, San Vincenzo martire. Saranno loro e la Banda Città di Acate, a turno, ad aprire le giornate del festival.

Verga, in «Fantasticheria», chiamava «ideale dell’ostrica» il tenace attaccamento dei pescatori di Aci Trezza allo scoglio su cui la fortuna li aveva lasciati cadere. Il festival guarda alle radici anche come a qualcosa che si può scegliere, e non a caso l’incontro di venerdì 16 con Giovanni Impastato si intitola «Le radici che si scelgono». È una scelta che Impastato conosce da vicino. Suo fratello Peppino, nato a Cinisi in una famiglia mafiosa, decise di stare dall’altra parte e denunciò i boss dai microfoni di Radio Aut, la radio libera che aveva fondato nel 1977. Fu ucciso il 9 maggio 1978. Da quasi cinquant’anni Giovanni ne custodisce la memoria e porta avanti la battaglia per la verità sul suo omicidio. Lo ha raccontato anche nel libro «Oltre i cento passi», un titolo che dichiara l’intenzione di andare oltre l’icona costruita dal film di Marco Tullio Giordana.

L’incontro, moderato da Giorgio Straquadanio, è in programma alle 19 e chiude la prima giornata, «Radici della memoria», dedicata alla lotta alla mafia. Alle 17 la banda e i tamburi inaugureranno nella villa comunale «Radici libere», la mostra che ripercorre per immagini la vita di Peppino e che resterà aperta per tutto il festival. Alle 18 il palco passerà ai bambini con «A colpi di mantice» di e con Veronica Caggia e Peppe Macauda, fiabe e albi illustrati letti ad alta voce con la musica dal vivo, seguiti da un laboratorio.

Sabato 17, «Radici di coraggio», è la giornata delle donne. Alle 18 l’attrice Matilde Masaracchio porterà in scena un monologo dedicato proprio a loro, poi alle 19 Antonella Desirée Giuffrè, che nei suoi romanzi e saggi storici racconta figure femminili dentro la Storia, presenterà «La seminatrice di coraggio». Il romanzo si apre nell’ottobre del 1914 sui Monti Iblei, in questa stessa parte di Sicilia, e segue Maria Roccaforte, una giovane maestra sposata a un proprietario terriero. Quando il marito parte per il fronte è lei a mandare avanti la casa e i campi. Poi entra nella Federazione nazionale delle Seminatrici di coraggio, le donne che durante la Grande Guerra portavano le notizie dal fronte nelle comunità più povere, dove molti non sapevano leggere.

L’ultima giornata, domenica 18, si intitola «Radici in viaggio» ed è dedicata all’immigrazione, un tema che ad Acate ha numeri precisi. Secondo i dati provvisori dell’Istat al primo gennaio 2025, i cittadini stranieri residenti sono 3.037 su 10.450 abitanti, il 29,1 per cento, quasi tre su dieci. Alle 18 Maria Antonietta Ferraloro, docente e saggista, studiosa di Tomasi di Lampedusa, presenterà «Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il Gattopardo raccontato alle ragazze e ai ragazzi», pubblicato da Gallucci Bros. Il libro accompagna i ragazzi nella vita dello scrittore e nel Risorgimento siciliano, letto attraverso il declino della nobiltà e l’ascesa della borghesia. E c’è un filo che lo lega al tema della giornata, perché anche Il Gattopardo si mette in moto con uno sbarco, quello dei Mille a Marsala. Alle 19.30, quando sarà già buio, chiuderà il festival «Shuma», la favola in fondo al mare di Peppe Macauda che racconta il viaggio di un bambino caduto in mare, adatta a un pubblico dagli otto anni in su.

Un festival del libro in un comune di poco più di diecimila abitanti è una scommessa, e i dati sulla lettura spiegano perché valga la pena farla. Secondo l’Istat, nel 2024 ha letto almeno un libro il 57,1 per cento delle persone dai sei anni in su, ma nel Mezzogiorno la quota scende al 47 per cento, contro oltre il 60 del Centro-Nord. Tre pomeriggi non basteranno a cambiare queste cifre, e sarebbe ingenuo aspettarselo. Possono però avvicinare ai libri chi di solito ne resta lontano, a partire dai più giovani, ai quali il programma riserva due spettacoli, un laboratorio e un libro scritto apposta per loro.

Il festival nasce da un progetto del Comune, che lo ha candidato a un avviso della Regione e ha ottenuto il finanziamento dell’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. Per un centro delle dimensioni di Acate significa investire tempo e risorse pubbliche sulla lettura, e l’amministrazione ha avuto il merito di farlo insieme a chi sul territorio lavora già, come la compagnia teatrale Santa Briganti di Vittoria, che firma gli spettacoli per bambini e ragazzi, e la libreria Mondadori Bookstore Vittoria, partner della manifestazione.

L’Acate Book Festival si tiene il 16, 17 e 18 ottobre, dalle 17, sul palco allestito in via Archimede, di fronte al Castello dei Principi di Biscari. La mostra «Radici libere» è nella villa comunale. L’ingresso è libero e il programma completo è su acatebookfestival.it.

Potrebbe anche piacerti: